Tu non puoi giudicare il mio modo di esistere Se ferisco i tuoi occhi quando mi guardi nel tuo mondo Sei freddo e banale nella tua falsa sicurezza Di essere tu il padrone del tuo solido cubo Non puoi giudicare il mio modo di esistere Quando hanno già deciso come sarà il tuo domani Ti sei scelto una gabbia e non ti puoi sbilanciare Dal tuo stupido ghetto di persona perbene Non mi puoi giudicare perché sono io a pagare Le crudeli conseguenze del tuo mondo perfetto Nelle squallide strade dove giri protetto Da quel sudicio cubo che tu chiami morale
